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Il fiume Ofanto PDF Stampa E-mail
Il fiume Ofanto, con i suoi 170 Km di lunghezza, il corso d'acqua pi importante del Mezzogiorno. Il fiume nasce nel territorio irpino, dalle falde delle colline di Nusco, a quota 715 mt. s.l.m. e, dopo aver attraversato le provincie di Avellino, Potenza, Foggia e Bari, sfocia nel mare adriatico tra i comuni di Barletta e Margherita di Savoia.

L'Ofanto costituisce un itinerario ambientale e turistico che, sebbene non molto considerato, merita invece particolare attenzione per il vasto assortimento di specie vegetali ed animali che lo popolano e che rendono la sua area una delle pi importanti della Puglia e del basso Adriatico.
Infatti, il fiume conserva un ricchissimo patrimonio ambientale tanto che la sua foce stata riconosciuta area naturale protetta dalla Regione Puglia.

Per quanto riguarda la fauna, lungo gli argini trovano riparo molte specie di mammiferi, come la volpe, il riccio, il topo campagnolo, di rettili, come la biscia d'acqua, il ramarro, il biacco, e di anfibi, come le rane, i rospi, le raganelle. Nella zona appenninica, dove vi un fondale prevalentemente ciottoloso e ghiaioso e con la presenza di poche piante, i pesci trovano una situazione a loro favorevole. Nel tratto centrale del fiume, dove l'acqua pi profonda, vi un ambiente ideale per pesci come la carpa, che si nutre prevalentemente di piante, e il pesce gatto, che mangia pesci, rane, piccoli mammiferi e uccelli acquatici.

altDal punto di vista della Flora, la zona appenninica ospita solo poche specie di piante, in prevalenza forme arbustive ed erbacee. Invece, non appena il fiume inizia a scendere verso la pianura accumula tanto limo da consentire ad alcune piante di crescere sul suo fondale, mentre sugli argini si possono riconoscere i salici, con le loro caratteristiche foglie lanceolate, e i pioppi.

La zona dove si accumula maggiormente il limo ed il fango nei pressi di Canosa di Puglia, non molto lontano dalla foce, dove il letto diventa pi ampio e la velocit dell'acqua diminuisce. Questa situazione permette la crescita sugli argini di numerose e differenti piante, come il faggio, l'ontano, la quercia, la canna, la cannuccia e la lisca maggiore o tifa.

 
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